Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri? (Jean Cocteau)

Un mesetto fa circa mi sono infiltrata alla cena dei trainers con la mia amica e collega  Lorenza. Per entrambe era un’occasione per fare qualcosa di diverso e avere un concetto di “serata con l’amica” tutto italiano!

Cosi’ discutevamo di amici, conoscenti e parenti vari che dal loro comodo divano italiano, tramite social, ci dicono (a entrambe): “eeeeeeeeeeh, ma te, sei stata così fortunata…..”

Ecco.
Entrambe vorremmo fare una precisazione: fortunate si’, ma ci siamo anche sbattute un attimino!
Sicuramente se fossimo rimaste in Italia saremmo ancora a far fatture di 1000 euro di imponibile!

Un’altra cosa che ci ha lasciato perplesse, e’ che di solito questi personaggi sono “celebri” per lamentarsi della loro condizione ma poi non fare nulla per cambiare. Magari prendere, iniziare a fare e disfare, no? Non e’ che magari aiuta a farti trovare dalla fortuna? No? No.

Quando cercavamo personale, l’ho fatto sapere a due colleghe che ritenevo avessero i requisiti per la posizione e loro non hanno nemmeno mandato un curriculum. Con scuse varie tipo “eh, no, non e’ Londra” (come se fossi l’unica nell’universo a voler vivere e lavorare a Londra) oppure “eh, ho appena iniziato un altro lavoro (come informatrice, solo per i soldi, e la stessa mi aveva scritto per sapere come iscriversi al RCVS)”. Pero’ io ho tanto culo, eh? Non sono stata scelta perché ho mandato CV a mille, no, culo. Puro e semplice culo!

Poi qualcun altro (non vet) che quando gli chiedo perché non viene qui, mi risponde: “eh, ma dovrei iscrivermi all’ordine, e sai, costa…” Perché io la mia iscrizione quando sono venuta qui me la sono pagata con i punti Fidaty, secondo te? No, davvero, parliamone….

Il titolo del post secondo me rende bene l’idea, poiché si deve giustificare chi ce l’ha fatta, allora questi “eh, alla fine hanno avuto culo”. Mi spiace deludervi, ma quelli che voi additate come fortunati, almeno un po’ di mazzo se lo sono fatto. Chi più e chi meno, ma sempre un minimo.

Poi, venire qui sta diventando sempre più difficile. Anche grazie a certi personaggi del passato che hanno fatto cadere la reputazione dei vet Europei sotto lo zero (tipo un vet siciliano che disse di saper fare chirurgia, salvo poi cercare le ovaie nella vescica, non mi sono mai vergognata tanto di essere Italiana!). Mi ha anche scritto il collega che offriva il free trial. Gli ho detto la mia opinione al riguardo: una cazzata pazzesca. Se volete venire qui aggratis allora venite qui come “working experience” o “visitor” (e guarderete e basta) ma almeno non dovete iscrivervi al RCVS. Se invece vogliono un veterinario iscritto al RCVS, vi devono pagare.

Certo, un pizzico di fortuna non basterà, ma la fortuna aiuta gli audaci. Gli audaci, non i disperati! Se il vostro livello di inglese non va oltre il “the pen is on the table”, gente, cambiate meta o fatevi un piano B.

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