Come sono gli autoctoni?

Qualcuno mi ha chiesto.
Prontamente un anonimo ha risposto qualche commento più sotto che sono dei “robottini bagnati” che vivono per “fare la lagna”. Guarda caso stamattina ho trovato questo link http://www.cervellifuori.it/2013/come-fare-incazzare-un-britanno l’ultimo punto rende bene l’idea.

È vero, vivono per fare reclami, probabilmente lo fanno nella speranza di non pagare o riavere i soldi indietro, ma basta una parola sbagliata, un colpo di tosse, un qualsiasi cosa e loro fanno un reclamo ufficiale al tuo capo.
Su certe cose sono un po’ razzisti. Tutti questi “bloody foreign” qui a “rubare lavoro”.
Quando vado a comprare qualsiasi cosa, e chiedo il prezzo (per curiosità, perchè magari non è scritto da nessuna parte) mi guardano con aria di compatimento e mi dicono “sono 5 sterline” con il tono del “troppo per le tue tasche”. Probabilmente perchè vado in giro con i miei pantaloni da lavoro, scarpe da ginnastica ormai da buttare e quindi sembro un po’ una barbona. O magari per la tremenda crisi credono che sia disoccupata. Fatto sta che mi trattano un po’ “dall’alto in basso”, fino a che non dico che sono una “vet”. Allora tutto cambia e divento il migliore cliente del mondo (perchè qui è risaputo che i vet guadagnano bene rispetto ad altre professioni).
A Londra questo lo sentivo anche di più.
E si lamentano che non ti capiscono, ma ovviamente qui ogni città ha il suo accento e quelli del sud non capiscono quelli del nord (confermato anche dal fidanzato).
Come in tutto il mondo il bene e il male c’è dappertutto. Ho clienti che non mi possono vedere e alcuni che chiedono di me, che mi dicono “certo che devi essere davvero intelligente per fare la vet e parlare in un’altra lingua” cosa che mi fa sorridere, perchè secondo me per studiare sono davvero bravi tutti, non serve avere un Q.I. altissimo. Basta sedersi sul proprio sedere per otto ore al giorno per cinque anni e arrivi alla laurea.
Una leggenda metropolitana tra vet italiani è che gli inglesi di pratica ne sanno a pacchi mentre di teoria non sanno nulla. Ahahhahahaah, mi spiace deludervi, a parte rare eccezioni sono davvero bravi in tutto.

Tornando a “come sono gli autoctoni?”….che dire….sono diversi. Molto diversi da noi. Difficile che ci capiranno al 100%.
Però non mi va di lamentarmi di loro. Perchè quella che ha bisogno di lavorare, ha fatto la scelta di emigrare, accettandone pro e contro sono io.
Se sono qui cerco di adeguarmi, giusto, sbagliato o in disaccordo che io sia con le loro abitudini, sono io l’ospite, quindi me lo faccio andare bene, o torno a casa. Perchè in Italia mi mandavano in bestia gli immigrati che pretendevano di applicare le loro leggi “in casa mia”. E io non voglio essere come loro.
Se non scrivo peste e corna degli inglesi è solo perchè non mi sembra giusto sputare nel piatto dove mangio. Se la pietanza non mi piacesse, cambierei menù.

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