Dedicato a tutti quelli che…

…no, tranquilli, Ramazzotti mi fa abbastanza cagare.

Pero’ volevo dedicare questo post a quelli come me che sono vicini ai 30 anni.
C’e’ tutta una raccolta di luoghi comuni (ma anche veri) su Facebook.
Io mi ricordo come fosse ieri l’andare a ballare la domenica pomeriggio con il mio fidanzatino dell’epoca (RIP). Andare in 2 sul phantom della mia amica (con il casco) e cantare “I am walking on sunshine” a squarciagola un sabato pomeriggio d’estate. L’andare ballare alla discoteca all’aperto.
Il perdere 14kg e sentirmi una pin-up. L’andare a Ferrara a trovare il mio amore impossibile. L’università con lo studio matto e disperatissimo. L’andare a convivere con il “sugar-daddy”, 16 anni in più, benestante, ma io innamorata persa.
Lasciare lo sugar-daddy che mi avrebbe assicurato una persona e dei quattrini al mio fianco per non rinunciare ai miei sogni professionali e personali (io volevo sposarmi, lui no).
Scrivo questo perche’ spesso sento amiche depresse perché’ “…sai, a trent’anni…” sono ancora single o non hanno raggiunto i loro obiettivi.
Trent’anni…e allora? Sono l’unica che se ne sbatte?
Sicuramente se state nelle vostre tristi sicurezze e non rischiate, sarete ancora così a quaranta, cinquanta, sessanta, settanta, ottanta, novanta, cento e centodieci anni.
Qualcuna mi risponde “ma io ora mi merito di avere quello che voglio senza sbattermi, dopo tutti gli schiaffi che la vita mi ha dato….”
Sweetheart, vorrei dirti che la vita e’ giusta, che i probi non hanno bisogno di far fatica, o chi ha sofferto tanto non soffrirà più. Cazzate.
Pero’ vorrei dirti questo.
I miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla, ma non fanno parte degli industriali della Varese bene. Non sono mai andata alle riunioni dei Rotary, dei Lions o ad altri “partydibeneficienzaincuisifaagaraachieilpiugenerosoehailvestitopiucostoso”.
Non lavoro per la loro compagnia o ditta. Non mi pagano la bella vita all’estero.
Quello che ho me lo sono sudato.
Come tutte le persone normali.
Se prima i figli di papa’ mi guardavano dall’alto in basso, ora quando mi parlano di loro (perché ovviamente questi personaggi non fanno parte della mia cerchia di amicizie, odio gli ipocriti) posso sempre dire “ah lavorano ancora per il papi? Che teneri”.
Sbatte al cazzo se hanno la villa con piscina. Se vivono a New York, ma e’ grazie alle conoscenze/soldi del papi.
Quando il finanziatore/genitore non c’e’ più vanno tutti in crisi (ne ho in mente due).
Tu, amico/a mio/a, sei sopravvissuto/a a molte più sofferenze, quando sei caduto/a hai sbattuto il tuo sedere sull’asfalto, non c’era nessun valletto con un cuscino pronto a prenderti come e’ successo a loro. Ti sei rialzato/a e sei andato/a avanti.
Quindi, per favore, non deprimerti perché “hai 30 anni”, fai qualcosa per cambiare. Non sei un albero, non devi avere radici ancorate al terreno per sopravvivere.
Poniti degli obiettivi. Se sei donna, per favore, vai oltre il procreare e la famiglia del mulino bianco che siamo nel 2014.
Buona fortuna. E ricorda che la fortuna aiuta gli audaci.

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