Devi fare un lavoro che ti piace. Disse il chirurgo plastico.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo post di un altro emigrato italiano.

E onestamente concordo.
Poichè si lavora per un 80% della propria vita, è giusto che il lavoro ti piaccia. Che tu abbia la possibilità di dare il meglio di te in qualcosa in cui credi e per cui hai studiato. (Quello che ha detto la Fornero, ossia chei giovani italiani siano troppo “choosy”, non lo sto nemmeno a commentare, talmente è grossa ‘sta puttanata).

Ovviamente, se non sei bravo in quello che fai, beh, a questo punto è meglio che ripieghi su qualcos’altro.

Ma supponiamo che tu sei il genio del lavoro che hai sempre sognato e per cui hai sputato sangue e soldi all’università. Perchè non puoi avere il diritto di guadagnare uno stipendio che ti permetta una vita dignitosa?
Perchè devi fare il lavoro per cui hai studiato “per hobby” e altri 3 per poterti mantenere la benzina (per andare a fare il lavoro-hobby).
Se scorrete la pagina trovate un tal “Mario” che dice “basta far pensare che l’estero è il paradiso e di non far emigrare Italiani dall’Italia”. Ora, le mie obiezioni.
1) è vero che l’estero non è il paradiso, ma almeno hai un salario dignitoso con tutti i contro. In Italia hai solo contro. Quando andavo a lavorare in Italia mi chiedevo chi me lo facesse fare di andare a farmi il fegato marcio per perdere ogni mese più di 40€.
2) nessuno cerca di fare emigrare nessuno. E’ un paese libero fate quello che volete. Io mi sento, poichè è un paese libero, di dire la mia.

PS. Il titolo deriva da una chiacchierata con un mio amico chirurgo plastico (che ora lavora in Svezia) che quando gli avevo detto che rimpiangevo non aver fatto chirurgia plastica -per i soldi che si guadagnano, ndr- lui mi rispose: “Ma che c’entra, il lavoro ti deve pure piacere!”. Ora che ho uno stipendio dignitoso, concordo.

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