Dove va il veterinario in fuga?

Siete alla fine degli studi, vi state per laureare e avete deciso che non volete soccombere alla nuova forma di schiavitù, il tirocinio. Perfetto, dove avete intenzione di andare?
Vi dico l’idea che mi sono fatta girovagando per il web.

Piccoli animali: vi consiglio di prendere un paese ricco e molto avanzato. Nord Europa, Germania, Francia e UK. La conoscenza della lingua del paese di destinazione è molto importante se avrete a che fare con il pubblico. Non ho messo gli USA e il Canada perchè per andare lì serve il visto e si deve convalidare la laurea (atto che costa qualche migliaia di $).
Non escluderei cliniche in paesi ricchi come Dubai, Qatar, ecc, ma io onestamente non riuscirei a viverci.

Animali da reddito: credo che la zootecnia sia la nostra ancora di salvezza. Cercherei informazioni in quei paesi che stanno incrementando la loro produzione (come Brasile, India, ecc), perchè sicuramente se il popolo diventa ricco, mangerà anche di più. E in quanto a zootecnia non credo che noi siamo così messi male.

Equini: non venite in UK! Il 90% deglli studenti del 5° anno del RVC di Londra a cui ho chiesto cosa volessero fare una volta laureati mi hanno risposto: “Cavalli!”. Credo dobbiate cercare paesi in cui il cavallo ha una certa popolarità e utilizzo. So che c’è una collega che cura i cavalli del sultano di non so quale paese arabo e guadagna una fortuna. Ma onestamente di questo settore so davvero poco.

Questi sono solo degli esempi e conclusioni che ho tratto girovagando per il web.
Tuttavia preferisco tornare nel mio campo, che conosco meglio.

Allora, volete fare il veterinario per i piccoli animali.
Molto bene.
E volete andare all’estero. Bene.
Quanto tempo volete rimanerci? E cosa volete fare all’estero?

Mi spiego meglio.

Se pensate di emigrare, farvi un’esperienza in una clinica oltralpe e poi tornare a casa, pensateci bene. Se dal punto di vista della conoscenza e dell’esperienza personale è molto importante, non lo sarà sicuramente sul vostro salario italiano. Una volta tornati a casa vi aspetterà la solita tiritera della fregatura stessi-doveri-del-dipendente-con-gli-svantaggi-del-libero-professionista. Quindi pensateci bene.

Se invece emigrate per prendere una Residency, beh, allora il discorso potrebbe cambiare. Avere un Diploma Europeo (o Americano) è un bel merito, ma bisogna sempre vedere quanti e quali cliniche si possano permettere un veterinario di questo calibro. E io sono molto scettica che all’estero vi offrano di meno. Basta guardare il numero totale di diplomati Italiani, e di questi quanti lavorano in Italia come liberi professionisti in cliniche che non siano di loro proprietà (o della moglie/marito), e capite cosa mi perplime.

Qualsiasi cosa decidiate di fare, in bocca al lupo.

1 comment on “Dove va il veterinario in fuga?

  1. ciao ! finalmente ho trovato il tuo blog! ti cerco da mesi e girovagando su vari siti ecco che mi appare la tua fantastica intervista su you tube!ECCO PAOLA!!! Sto leggendo tutto d'un fiato i tuoi fantastici consigli ! non puoi neanche immaginare quanto ti sono grata per il tempo che spendi a scrivere! volevo chiederti alcune info. io a marzo mi laureo, purtroppo con una votazione sul 95, quindi non altissima, mi chiedevo quanto possa contare il voto di laurea per farti assumere in una struttura!Nonostante il voto però ho una buona preparazione pratica di base e oltre ovviamente all'inglese e l'italiano conosco perfettamente lo spagnolo ed il ceco; quindi mi chiedevo se con un curriculum che non dimostra molto e la conoscenza di 4 lingue posso essere avvantaggiata nella ricerca di un posticino nei meandri della vita veterinaria made in uk ! grazie mille e continua a scrivere che qui ti teniamo d'occhio 😉

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