Finalmente il meritato riconoscimento – il ristabilirsi dell’ordine naturale delle cose

Venerdì ho fatto il colloquio in un paesino sul mare, popolato da sosia della nonna del canarino Titti.
Non so ancora come è andata, ma c’è dell’altro che mi ha fatto capire che io in Italia non potrò mai essere felice (come Medico Veterinario).

Allora, in Italia quando mi chiedevano che lavoro facessi ero arcistufa di rispondere, perchè alla mia risposta si sarebbero susseguite incessanti domande cretine, del tipo: “Ah, beeeeeeello, ami gli animali?”, “Ma hai dovuto studiare per diventarlo? Be’ ma, comunque, di certo, non hai preso una laurea!”
E il peggio era quando cercavo di spiegarlo a persone istruite (?), aggiungendo la frustrazione derivata dal fatto che i proprietari, nonostante il SUV e la borsa firmata, non volessero spendere per i loro animali.
A dimostrazione che era come parlare al vento erano le due risposte standard: “Be’ ma è solo un animale!!!” oppure “Ma tu lo fai per passione!” (sì certo, come i chirurghi plastici! -.-“)

Qui invece mi sembra di essere nel mio mondo ideale: alla TV si lamentano che gli animali vengono trattati meglio dei bambini, in quanto hanno a disposizione personale molto più specializzato e preparato rispetto a ciò che in Italia vengono definite “o’ creature” (musica per le mie orecchie) e poi, dulcis in fundo, quando dico che faccio il medico veterinario la gente mi guarda come se fossi il nuovo Umberto Veronesi in gonnella! Stima, ammirazione, riconoscenza. Mai conosciute da parte di estranei prima d’ora.

Date le premesse ne consegue che:

  1. vuoi che il tuo pet venga visto da un medico veterinario fuori orario (la cosiddetta “emergenza”)? Il minimo sono £130.
  2. (o anche punto 1bis) il medico veterinario è, dunque, pagato IL GIUSTO. Ossia una cifra che gli permette di vivere dignitosamente (come un qualsiasi altro professionista dell’ambito sanitario, tra l’altro).
  3. i proprietari, sapendo benissimo che il medico veterinario deve essere pagato per il proprio lavoro assicurano i loro pet (perchè, ebbene sì, spero non rimaniate sconvolti, egli sta lavorando, per quanto faccia un lavoro che gli piace, ma mi risulta che, così si dice in giro, anche i medici umani lo fanno per “passione”. Eppure non ho ancora visto un chirurgo plastico lavorare gratis [e povero, ndr] o anche della mutua).
  4. (o anche punto 3bis) essendoci di mezzo le assicurazioni, il medico veterinario non si può permettere di fare le cose “ad capocchiam”, ma deve seguire dei protocolli convalidati e moderni. Alla quale si può arrivare solo con un costante aggiornamento (Addio terapia jolly antibiotico + cortisone! ALLELUJA!!!!! Ho già in mente qualche nome che potrebbe chiudere baracca e burattini *_*) .

Dopo aver conosciuto questo punto di vista, mi dispiace, ma, io, con “il piffero” (come diceva un mio amico e collega romagnolo) che torno Italia! (FORSE da pensionata, FORSE!)
Qui posso chiedere uno stipendio pari al triplo (sì, sì, avete letto bene, IL TRIPLO) di quello che avevo in Italia (dove era considerato già uno sproposito, ma, per farvi capire, prendevo meno di una stagista). E poi, qui, sei un dipendente.

Per davvero.

Non una libera professionista che però si deve prendere tutte le fregature della libera professione (tipo ferie non pagate, malattia non pagata, spese e tasse a tuo carico) e dell’essere un dipendente (orario fisso non trattabile, stipendio stabilito dal datore di lavoro).

Io ho sempre voluto lavorare secondo questo modello anglosassone.

NB: A tutti coloro che stanno per scrivere una qaulsiasi polemica: io ho fatto il medico veterinario come prima scelta, non è stato un ripiego per non aver passato il test di medicina umana (che non ho nemmeno fatto, in quanto sarei stata uguale al Dr House nell’episodio in cui viene spedito a fare le visite ambulatoriali ed esordisce dicendo: “Buongiorno a tutti, io sono il Dr. House, per quanto per curare la metà di voi basterebbe una scimmia scema con in mano una scatola di aspirine, oggi ci sarò io di turno in ambulatorio. Allora, a chi tocca?).

Io sono voluta diventare un medico veterinario perchè credo nella frase di Gandhi: 
“Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.”
Ricordatevi questa frase la prossima volta che sentite/vedete qualcuno denigrare/maltrattare un animale.
In questi giorni sto girando per musei…spesso mi vergogno di essere Italiana perchè sembriamo davvero un popolo di rozzi incivili…che quindi l’aforisma sia vero?

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