Giusto per darvi un’idea della realtà delle cose….

Ho ricevuto un mese fa questa mail. Ho sempre voluto pubblicare un post al riguardo, perchè credo dia una chiara idea di dove stiamo andando a finire, di quale sia la realtà.

  Ti riassumo in breve la mia carriera da veterinario :-):     Laurea a Milano nel 1995, ma siccome lavoravo già come musicista e
chitarrista, per i primi 3 anni ho fatto solo qualche turno in
clinica e pronto soccorso, dove già venivo pagato 1/5 di quello che
prendevo come chitarrista
    Nel 1998 siamo emigrati in Canada (io e mia moglie), dove dovevo
rifare la laurea da capo, come avviene per le lauree europee in Nord
America. In pratica, senza frequentare i corsi, si devono fare i 3
esami del corso di laurea (loro ne fanno solo 3 a fine quinquennio,
anzi ora solo 2). Ci sono liste di attesa di 2-3 anni tra un esame e
l’altro, costano una follia e si deve volare in mezzo al Canada per
farli. Dato il primo, abbiamo deciso di andarcene, anche perché la
situazione lavorativa per chi non ha laurea valida in Canada è
penosa, oltre alla situazione sociale dove è meglio non far crescere
figli
    Nel 2001 emigriamo in Irlanda, dove invece va tutto bene. Lavoro
prima in clinica, poi mi prendono per un PhD all’università di
veterinaria, e nel frattempo inizio a lavorare nella clinica
universitaria, faccio corsi specialistici pagati dall’università.
Dop un anno non ne posso più di fare il ricercatore e torno in
clinica. Lavoro in diverse cliniche e nell’unico pronto soccorso
d’Irlanda, faccio un’esperienza incredibile, perché sono le cliniche
migliori del paese, tutte intorno a Dublino. Lavoro anche in un
ambulatorio di soli animali esotici Tutto ovviamente strapagato
e pieno di soddisfazioni.
    E ora la nota triste…     Torniamo in Italia nel 2004, principalmente per i miei che erano
anziani (mia madre è morta nel 2006 e mio padre è in ospedale da 3
settimane). Veniamo ad abitare a Pesaro, perché Milano ci faceva
piuttosto schifo. Pesaro è una cittadina bellissima, ma totalmente
morta e con gente ALLUCINANTE! Da allora ho lavorato solo i primi 5
mesi in una clinica, malpagato e trattato malissimo. Siccome già dai
tempi del Canada facevo traduzioni per tirare su qualche soldo, e il
lavoro di traduttore in Irlanda stava già aumentando, ho deciso di
buttarmi al 100% in questo e da 7 anni è diventato il mio lavoro
full-time. Va benissimo, ho diversi collaboratori che lavorano per
me, ma lavoro solo con agenzie estere, perché gli italiani sono da
evitare (non pagano, trattano male, non sanno lavorare).
    NON tornare mai a fare la veterinaria in Italia, è un lavoro penoso.
Quando cercavo lavoro appena tornati qui due cliniche mi hanno
offerto €500 al mese lordi per lavorare 6 giorni alla settimana 10
ore al giorno e un’altra per le stesse ore mi ha offerto solo il
rimborso della benzina!!!
    Ti può bastare? 
Cioè, un medico veterinario con PhD…credo non sia un mentecatto…
Eppure al suo rientro in Italia viene trattato a pesci in faccia…
Vi chiederete perchè…Me lo chiedo anche io.
La risposta che mi sono data è che i titolari di struttura credono che sia stupido pagare coloro che lavorano per loro, salvo poi lamentarsi che questi ultimi, stanchi di essere sfruttati e trattati a pesci in faccia, aprono una nuova clinica veterinaria pronta a fare concorrenza esattamente a 100 metri dalla loro!
Come possono non capire che pagare bene e trattare in maniera umana i propri collaboratori ha dei vantaggi anche per loro?
Comunque è per i motivi nella mail che mi rifiuto di tornare in Italia salvo condizioni di emergenza e comunque farei qualcos’altro. Qualsiasi altra cosa. Tipo il becchino probabilmente.
Meditate gente, se ve ne andate, tornare indietro sarà ancora più difficile…

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