Italiani che chiedono aiuto. Dedicato a Fabio

Innanzitutto questa è l’opinione di un altro blogger sugli Italiani che chiedono aiuto http://www.italiansinfuga.com/2013/06/17/da-vedere-perche-agli-italiani-allestero-passa-la-voglia-di-aiutare-quelli-in-italia/.

Ci sono degli atteggiamenti che a tutti noi emigrati/immigrati mandano in bestia. Cerco di riassumerveli in punti.
1) chiedere ai genitori di chiedere aiuto. Sebbene l’aiuto dei genitori sia molto valido, specialmente per quando si lavora e gli uffici chiudono esattamente quando tu esci dal lavoro, la connessione internet c’è ventiquattro ore su ventiquattro. Una email di vostro pugno, la potete mandare anche alle tre di notte, se siete davvero motivati. Anche perché dubito che emigrerete con i genitori in valigia.
2) chiedere aiuto senza nemmeno fare una ricerca con google! Su, uno sforzino si può fare.
2bis) chiedere aiuto sul significato del testo contenuto nelle pagine straniere, chiaramente spiegate nella lingua del paese in cui state emigrando. Ehm, non è un buon inizio.
3) chiedere aiuto perché “siamo italiani, diamoci una mano”. Non so gli altri (ma Fabio sembra concordare con me), ma io non mi fido di nessuno. Soprattutto degli italiani. Come ce l’ho fatta io (e altri migliaia, anche meglio di me) senza raccomandazioni/agganci, ce la potete fare anche voi. Mi riempie sempre di orgoglio vedere Italiani sulle pagine di settore inglesi.
4) chiedere riguardo a “scorciatoie”. No non ci sono. Così come non ci sono università di medicina veterinaria in UK o USA o Canada senza numero chiuso. Nella vita si deve far fatica.
5) chiedere (vedi punto 2) tutto: quali documenti servono? Come faccio a trovare lavoro? Quanto guadagnerò? Ma mi assumono? Sono abbastanza preparato? Scusate il francesismo, ma: CHECAZZONESO! Dipende dalle vostre capacità, resistenza, determinazione, spirito di adattamento ed altri 1000 fattori. Ma, di nuovo, spulciando google, potete farvi un’idea e trarre le vostre personali conclusioni.
 
Non voglio suonare arrogante o presuntuosa, ma anziché invogliare ad aiutare questi 5 punti mi fanno pensare: “Ecco perché me ne sono andata”.
 
Fabio, fammi sapere che ne pensi.
 
Regards

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