Questo post avrebbe potuto salvare delle vite…

se lo avessi pubblicato prima di oggi, 10 settembre 2012, data in cui si è svolto il test di ingresso a medicina veterinaria.

! PLEASE NOTE: post ad elevato contenuto di cinismo e sarcasmo!

Da che parte iniziare a demolire i vostri sogni?

Ecco, supponiamo di sterminare tutti i benemeriti cretini che pensano che i medici veterinari lavorino gratis.
Al vostro cospetto giungono solo persone felici di pagare. Purtroppo non è detto che se lo possano permettere. Oppure che siano simpatici. Oppure che siano particolarmente brillanti.

Quando scegli medicina veterinaria perchè ti piacciono gli animali, ricorda che purtroppo non possono guidare nè avere un conto bancario, quindi devono essere per forza accompagnati da un bipede umano (questo bipede umano al 90% sarà detestabile in quanto pensa di saperne più di te, perchè mica sei un medico vero, orsù!).

A questo si aggiunge che spesso il bipede umano è causa della sofferenza e/o disgrazia del proprio animale, alchè il tuo odio pre-universitario contro il genere umano cresce in maniera esponenziale.

Per non parlare del fatto che quello che vedi quotidianamente sono i tuoi amati (nel senso vero del termine) pazienti che soffrono, muoiono e si ammalano.

Sebbene la soddisfazione sia tanta quando riesci a rimetterli a nuovo, quando devi addormentarli è logorante. Giovedì ho fatto 4 eutanasie (di cui 2 letteralmente dissanguati dalle pulci, e chi lo mette l’antipulci?). Se avete fatto veterinaria per lo stesso motivo per cui l’ho fatta io, capirete perchè ho rasentato il suicidio tutto il weekend.

Una tristezza infinita. Tutto questo è meglio spiegato dalla “Compassion Fatigue”, tipica della nostra professione e del settore sanitario in genere.
Sostanzialmente vedere tutti i giorni morte, malattia, sofferenza, dolore e chi più ne ha più ne metta non giova alla salute. E credo che l’alto numero di suicidi tra i veterinari sia dovuto al fatto che uqelli che noi vediamo ammalarsi e/o soffrire siano proprio gli animali, ossia quello che “lo studente di medicina veterinaria” medio ha più a cuore.

Paradossalmente avreste dovuto fare medicina umana.
Immaginate la scena: vecchina scorbutica cardiopatica che si lamenta delle sue medicine per il cuore, e tu che puoi dire, senza che il tuo fegato ne risenta: “Questa è la sua terapia, se le sta bene è così, altrimenti si inizi a scegliere la bara!”.
E anche se questo lo puoi solo pensare, quando la tua segretaria ti farà notare che la tua beneamata paziente cardiopatica ha lasciato questo mondo terreno, farai spallucce; non penserai a quanto è imbecille il suo proprietario che ha voluto fare la terapia ad cazzum “perchè ho letto su internet che…”.

Ripeto, quando li vedi morenti e li riesci a salvare, senti che la tua vita ha un senso. Purtroppo per un motivo o per l’altro non si possono salvare tutti. E allora cadi nello sconforto. Come dice l’articolo del link qua sopra, ti deprimi. Rasenti il suicidio.
Qui c’è un link a un test di autovalutazione. C’è pure in italiano, ma il punteggio lo trovate sul file in inglese.

Conclusione
La vostra obiezione: ma io amo gli animali!!

Bene, iscrivetevi a medicina, così che vi possiate pure bullare con il prossimo “No, sai, perchè noi facciamo anche istologia, e in anatomia studiamo uomo e donna”, guadagnare uno sproposito (a questo scopo forse è meglio ingegneria) che vi permetta di mantenere una bella casa per i vostri animali e pagare (anzi no, perchè poi, in fondo ama gli animali) un veterinario preparato che ve li curi in caso di problemi.

 

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